martedì 10 settembre 2013

Separazione dei coniugi: brevi considerazioni.

Separarsi è un diritto dei coniugi ed è fondato sulla intollerabilità di prosecuzione della convivenza in comune.

Si distinguono due tipi di separazione: la separazione consensuale e quella giudiziale. L'eventuale separazione di fatto, risulta irrilevante per il diritto.

La separazione consensuale è decisa di comune accordo tra i coniugi e presuppone il consenso di entrambi su tutti gli aspetti della separazione medesima, ivi compresa l'eventuale regolamentazione dei rapporti con i figli.  Il relativo ricorso può essere presentato da un unico avvocato, comune ad entrambi, e rappresenta, sicuramente, la soluzione più veloce ed economica, ma anche meno dispendiosa a livello psico-fisico. Affinché essa abbia effetto è necessario che venga omologata (controllata) dal giudice. Nella pratica,  il giudizio di separazione consensuale si risolve in un'unica udienza che generalmente viene fissata nell'arco di qualche mese dal Presidente del Tribunale davanti al quale i coniugi compaiono per sottoscrivere le condizioni di separazione concordate: dopo tale udienza, il Tribunale omologa l'accordo e i coniugi sono separati.

Alla separazione giudiziale si fa invece ricorso nel caso in cui non vi sia accordo tra i coniugi anche su uno solo dei tanti aspetti (economico o non economico) della separazione. Viene richiesta da uno dei coniugi che, tramite il proprio avvocato, deposita il relativo ricorso e può in ogni tempo essere trasformata in consensuale. Il Presidente del Tribunale, alla prima udienza, dichiara separati i coniugi, emana i provvedimenti provvisori ed urgenti (assegnazione figli, assegnazione casa, mantenimento, ecc) e rimette le parti davanti al Giudice istruttore avanti al quale proseguirà la causa. Nel corso del processo (che può durare anche anni), il Giudice, se accerta su richiesta di una delle parti che ne fornisce la relativa prova la violazione dei doveri matrimoniali, può dichiarare l'addebitabilità della separazione personale al coniuge responsabile, il quale perde l'eventuale diritto a godere dell'assegno di mantenimento.

I sei mesi per ottenere il divorzio decorrono dalla comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale.

La separazione può cessare per volontà dei coniugi nel caso in cui questi decidano di riprendere a convivere, senza il bisogno di alcun provvedimento del giudice.

Sia nel corso del giudizio di separazione che successivamente alla sentenza o all'omologa, ciascuna parte può chiedere al giudice di rivedere le disposizioni riguardanti i coniugi o i figli, per qualunque motivo non necessariamente connesso al mutare della situazione, anche se nella maggior parte dei casi i coniugi chiedono la modifica delle statuizioni proprio perché la situazione preesistente che aveva dato origine ad essi è mutata (ad es: sono migliorate o peggiorate le condizioni economiche del genitore presso il quale i figli non sono stati collocati ed obbligato al contributo per il mantenimento, oppure sono intervenute circostanze tali da indurre una parte a chiedere l'affidamento esclusivo, ecc).

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